
Il “vecchio” calcio italiano saluta il giovane e ricco “Gallo”

Mentre il Centro internazionale di studi sportivi dichiara il Campionato italiano di calcio il secondo piu’ anziano (in termini di anagrafica dei giocatori che ci militano) d’Europa, con una media di 27,54 anni per giocatore, dietro solo al campionato Cipriota, un giovanissimo italiano firma un contratto milionario dall’altra parte dell’Oceano, infatti il Gallo nazionale ha prolungato il suo contratto con i Denver Nuggets per altri 4 anni alla modesta cifra di 10,5 milioni di dollari l’anno, che per quattro anni portano il portafogli a gonfiarsi di ben 42 milioni di dollari.
42 milioni di dollari, che si fa con una cifra del genere? meglio non pensarci.
Cosi’ mentre il Milan risulta la squadra piu’ vecchia d’Europa, Danilo Gallinari alla veneranda eta’ di 23 anni firma questo contratto multimilionario, superando anche l’altro veterano italiano nell’NBA, il Mago Bargnani, che ha firmato per soli 10 milioni di dollari ad anno.
Figlio d’arte naturalmente, un talento fuori misura, una prospettiva per l’Italia nell’NBA, sperando che anche in chiave nazionale prima o poi questi “cervelli” italiani fuggiti all’estero riescano a darci qualcosa.
Gallinari e’ una delle poche persone “famose” che seguo su Twitter, e devo essere onesto i suoi cinguetti appaiono sempre molto istintivi e naturali a dispetto per esempio dello stesso Bargnani, e seguirlo nei vari spostamenti in autobus e aereo da un’arena all’atra dell’NBA ti fa sentire un po’ quel clima, che ovviamente e’ lontanissimo da qualsiasi immaginifico.
C’e’ da dire inoltre che con questo stipendiuccio si posiziona secondo assoluto nella classifica italiana degli sportivi piu’ pagati, dietro solo a Valentino Rossi, ma possibile che gli introiti salgano ancora dopo questi 4 anni e le future prestazioni nell’NBA.
Come dice Flavio Tranquillo: Magnifico…
Ancora tanto il gap tra calcio e basket, pochi i club che fanno esordire i giovani e danno il tempo per capire il campionato professionistico e quindi ambientarsi, ma e’ pur vero che di Gallinari non ne nascono ogni anno.
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Evasione fiscale: nel mirino le star?
Come al solito tutti innocenti fino alla definizione del caso, ma dalla notizia si puo’ partire per parlare dell’argomento in se.
Di oggi le due notizie interessanti circa la lotta all’evasione fiscale, con due nomi noti coinvolti in queste faccende. Entrambi i nomi sono di personaggi dello spettacolo, simpatici, amati dal pubblico, e ripeto fino alla fine dei rispettivi casi da ritenere assolutamente innocenti.
Il primo personaggio coinvolto e’ Luca Laurenti, Equitalia (e chi se no?) ha disposto il pignoramento di 6 appartamenti a Milano centro, per il mancato pagamento di due milioni di euro di imposte Irap tra il 2000 e il 2005, in pratica tasse dichiarate ma mai versate, il tutto perche’ a quanto pare Luca con il suo avvocato hanno sostenuto in primo grado (perso), che queste quote non erano dovute perche’ il comico non ha una attivita’ che si inquadra in quella come avvocati e studi commerciali che dispongono di una organizzazione professionale, ma appunto il primo grado e’ stato perso, vedremo cosa accadra’ in appello, per ora si procede con il pignoramento.
Bisogna dire che Luca pero’ non e’ nuovo a queste cose, ha dovuto pagare una cifra intorno ai 50.000 euro per regolarizzare i costi di un appartamento che veniva dichiarato come prima casa, mentre veniva considerato bene di lusso.
L’altro nome coinvolto in questi giorni e’ Tiziano Ferro, al quali il Fisco chiede ben 5 milioni di euro, una manovrina, e contro il quale il cantante ha impugnato l’atto per andare in fondo alla cosa. Il tutto parte dal trasferimento di residenza dello stesso a Londra, cosa appunto contestata come fatta solo per sfuggire alla tasse italiane, vedremo come finira’.
Certo che se veramente si cominciasse a batter a tappeto questi nominativi, si farebbe cassa di sicuro, e secondo me anche con cifre interessanti. Certo gli sforzi e i giochi mediatici che poi si scatenerebbero per una sonora sconfitta legale sarebbero disastrosi per lo Stato e questo quello che secondo me non fa andare a tutta birra in questa direzione.
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Della crisi, dei forconi e dei blocchi…e soprattutto dei Maya
La crisi, i Forconi, il blocco dei TIR, il terremoto, la Concordia, c’e’ chi si diverte a pensare che i Maya non avessero poi tutti i torti, e che la fine del mondo non sia una cosa cosi’ tanto pazza.
Ieri il blocco dei TIR l’ho vissuto piu’ direttamente, con una visita al supermercato che non ricordavo cosi’ triste dai tempi di Chernobyl, ed ero comunque piccolo: scaffali del fresco completamente vuoti, frutta, verdura, tutti gli scomparti senza nulla all’interno, solo melograno da comprare, paradossalmente simbolo di ricchezza e proliferazione, il latte, di qualsiasi genere, assente all’appello.
Due tacche di benzina nell’Audi e una nella Punto, fino a fine settimana avrei avuto benzina per andare a lavoro, poi boh. Tutti i distributori intorno a me e sulla strada del lavoro chiusi da giorni.
Torno a casa, leggo qualche news del Il Mattino dal cellulare e una notizia delle 20.15 informa dei pochissimi distributori di benzina riforniti con Polizia e Vigili del Fuoco a seguito in quel di Napoli. Ce ne e’ uno sulla tangenziale vicino casa mia.
C’e’ la partita al San Paolo stasera, tutti saranno incollati alla televisione, metto in registrazione la partita e in mezz’ora ho fatto il pieno a entrambe le auto, con una fila di 5 minuti.
Ora la domanda e’ se dovevo fare benzina veramente, e se non dovevo invece farmi coinvolgere da questa protesta e rimanere senza benzina e bloccare tutto anche io.
La benzina a 5 km dal nostro confine costa in pratica la meta’ di quanto la paghiamo noi, tutto continua a salire, a breve si dovra’ pagare la seconda rata della spazzatura, per cosa? per strade sempre sporche e giardini non curati?

Certo ci sono problemi piu’ grandi, forse faccio parte della generazione, dell’ultima generazione, che ha avuto la fortuna di trovare un lavoro abbastanza facilmente, ma faccio parte della stessa generazione che vive sempre con l’incubo della precarieta’, precarieta’ data anche da grandi colossi industriali che domani decidono di fare auto piu’ a basso costo in un paese senza diritti per i lavoratori, e dove possono continuare a dire Made in Italy, in un paese in cui identificarsi diventa sempre piu’ difficile, dove la classe dirigente appare sempre meno credibile, e poco affidabile.
Ma sono solo e sempre parole.
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Kitt e’ piu’ vicina con Google Car
Ricordate Kitt? la supercar nella quale un giovane David Hasselhoff in arte Michael Knight, si divertiva a battere malviventi e cattivi di ogni sorta? era una bella auto, che aveva oltre all’estetica accattivante di una supersportiva un paio di oggettini elettronici niente male, ma soprattutto era in grado di guidare da sola, senza l’ausilio dell’uomo.
Ora quello che sembrava all’epoca un sogno, parliamo dei primi anni Ottanta, si sta realizzando, attraverso un progetto portato avanti da Google e dai suoi ingegneri. Una Google car automatizzata, che guida da sola e senza l’ausilio di un uomo.
L’auto progettata, attraverso un database interno e il GPS, potra’ accorgersi e rispettare i semafori, gli stop, le strisce pedonali e i limiti di velocità.
Certo e’ una prospettiva interessante, ma che apre anche numerose criticita’ in termini legali e organizzativi. Partendo dal fatto che il codice della strada non prevede minimamente macchine autonome, e non ultimo il tipo di assicurazione che dovrebbero essere sottoscritte da queste auto.
Google si fa forte basandosi su due fondamenta: diminuzione degli incidenti provocati da distrazioni e quindi errori umani e la minore emissione di inquinanti per queste auto.
Ma comunque prima di dare il via servira’ rivedere completamente il codice della strada e probabilmente riscrivere delle leggi. I test si stanno svolgendo in Nevada unico stato che contempla la possibilita’ di circolazione di queste auto al momento, anche se altri stati americani si stanno muovendo in tal senso. Il capo del progetto di Google ha affermato che l’auto ha raggiunto le 200.000 miglia di percorrenza senza un incidente.
Ma a domande come: se ci dovesse essere un improvviso cambio di percorrenza in una strada per motivi diversi? come si comportera’ l’auto allo stop delle forze dell’ordine? oppure se ad un incrocio l’auto guidata da un uomo non si decide a partire nonostante la precedenza? potrebbero restare li per sempre.
Queste solo alcune domande, poi come detto c’e’ tutto l’aspetto assicurativo, incidenti con queste auto? tra due auto del genere?
Google punta a autobus/taxi autonomi, verso il 2014 ma fonti diverse affermano che prima di 8/10 anni non si vedra’ nulla sulle strade di significativo, vedremo.
E’ comunque affascinante pensare di poter decidere di non guidare per andare al lavoro e farlo solo quando si va in direzioni piacevoli.
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Lock & Stock – Pazzi scatenati

Un film di Guy Ritchie. Con Nick Moran, Jason Flemyng, Dexter Fletcher, Sting, Vinnie Jones. Titolo originale Lock, Stock & Two Smoking Barrels. Commedia, durata 106 min. – Gran Bretagna1998.
Un film datato ma che ho visto con piacere.
Un misto tra una parodia di Trainspotting e gangstar movie, una banda di amici prova a fare il colpo del secolo con una partita di poker contro un mega Boss, ovviamente perdono una cifra spropositata e si trovano a dover riconcorrere soldi in una settimana per non finire uccisi.
Un mix di colpi di scena fanno il furto del secolo, ritrovandosi alla fine con il debito pagato, esattori e vittime tutti morti e loro puliti ma senza un soldo, salvo il colpo di scena finale.
Sicuramente ironico e geniale, con storie che inizialmente sembrano distanti anni luce tra loro ma che si ritrovano in un attimo intrecciate.
Voto:7

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La Pirateria nel 2012
Mi accingo a trattare un argomento molto molto delicato, che mi vede ateo, o estremista non lo so, ma come al solito quando le cose ci riguardano facciamo finta di niente per poi pontificare quando non siamo parte in causa.
Software pirata, software legale, pirateria si, pirateria no… insomma, il mondo del tutto gratis contro il mondo del tutto a pagamento.
E’ palese che in questi anni le cose siano cambiate, siano evolute, e che ci sia una grossa differenza tra chi “pirateggia” per lucro e chi lo fa per uso personale, non che questo significhi qualcosa di diverso in fondo.
Non faccio il programmatore per mestiere, ne’ il regista, ne il cantante, ma e’ vero che quelle poche cose che ho scritto io in termini di software siano state da me tutelate al massimo, proprio perche’ un mio sforzo personale, e’ il software doveva dipendere da me.
Ricordo le prime compilation Twilight condivise con gli amici perche’ comunque costose, e pure le cose sono molto cambiate, dai siti pirati che pubblicavano software al P2P, al Megavideo di questi giorni.
Il signore Megavideo che oggi tutti santifichiamo ha fatto tanti soldini, che i piu’ nemmeno sanno, e tra lui e Youtube c’e’ una bella differenza, differenza che viene fuori nel capire che non puo’ essere tutto bianco o nero, ma anche di diverse tonalita’, e le azioni di Youtube in questo senso sono esemplari, capire che ci deve essere una tutela per il lavoro altrui e’ sacrosanto, come pero’ capire che un software ad un prezzo spropositato non e’ da mettere sul mercato, ma oggi tutti possiamo concordare che Youtube sia ormai una sorte di biblioteca multimediale dalla quale poter attingere in modo inesauribile e necessario.
Sistemare la sfera dei copyright? questa sarebbe la strada, ma vedo poco interesse da parte di tutti, soprattutto da parte dei “creatori”, che sicuramente sono quelli che hanno piu’ da perdere.
Faccio un esempio banale, stupido. L’iPhone costa una cifra spropositata, si rinnova con una velocita’ che nemmeno superman gli sta dietro, e offre dei contenuti a pagamento che nella maggior parte dei casi sono irrisori, parliamo di pochissimi euro.E pure la filosofia di coloro che devono sbloccare l’apparecchio, che devono ottenere funzioni diversificate o che devono affacciarsi su un market di applicazioni differente esiste, e’ prolifico, e ci si distingue tra coloro che lo fanno per il gusto della sfida e coloro che lo fanno per risparmiare.
Sono, forse, uscito dal tunnel che richiedeva che tutto doveva essere aggiornato all’ultimo firmware, questo forse grazie a Jacopo, ma oramai aggiorno quello di cui ho bisogno, se quella feature non mi e’ necessaria non la carico nemmeno, ma sono certo che e’ solo per un problema di tempo, un po’ la passione c’era.
Voglio giustificare la grande pirateria e non quella da pochi euro? no.
E’ solo la denuncia di un mondo che sta cambiando e che non e’ affrontabile piu’ come un tempo, con le stesse architetture di una volta, con le stesse argomentazioni di un tempo, il cd che sembrava una tecnologia che dovesse durare per sempre ha avuto una vita breve, quasi 20 anni e dopo la meta’ gia’ esisteva il dvd, per cui si vuole ancora difendere il copyright pensando di correre dietro alla bancarelle di cd?
La lotta alla pirateria ha dimostrato che ogni barriera messa, ogni sito chiuso, non ha fatto altro che incrementare nuovi modi per diffondere software e prodotti in copyright, ogni limitazione hardware in qualche modo, software o hardware viene aggirata, conviene veramente lottare su questo fronte? non e’ forse piu’ economico e vantaggioso diffondere il proprio prodotto in termini piu’ economici?
Sempre ci saranno persone che per il gusto della sfida avranno come desiderio quello di “aprire” un software, condividere una risorsa, ma credo la direzione in cui lavorare si quella di un mondo in cui il tutto e’ raggiungibile con poco, legalmente e senza uscire dai canoni.
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La Lista della Vergogna, in Grecia

Come si faceva da bambini con l’elenco dei cattivi e buoni, la Grecia ha pubblicato la lista degli evasori fiscali, denominata “Lista della vergogna“, una lista di ben 4.000 persone, tra cui nomi noti, musicisti, industriali a capo di note marche, commercianti, insomma un po’ tutte le categorie.
Il ministro delle Finanze greco e’ stato di parola, aveva dato un ultimatum di 10 giorni, in cui gli evasori potevano con una autodenuncia risanare la posizione, ma per coloro che non lo avessero fatto la gogna, e cosi’ e’ stato.
I nomi sono disponibili su Internet, ben 170 pagine, per un totale di 15 miliardi di euro, 15 miliardi di euro.
Si stima che forse il 20% di questa cifra ritornera’ nelle casse dello stato, ma e’ l’ordine di grandezza che fa paura.
Credo sia un gesto tanto disperato quanto necessario, non so a cosa portera’, ma magari il “rispetto” per certi nomi ora li dentro potra’ diminuire, la credibilita’ pure e magari qualche atto di coscienza potra’ esserci. A quando la lista italiana?
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La rivoluzione della lettura e dello studio secondo Apple
Sarà inevitabile, quando avverrà è solo questione di una scommessa, quando Jacopo andrà alle medie? quando andrà al Liceo? o se vorrà all’Università?
Ieri si è tenuto un incontro/presentazione di Apple dedicato prevalentemente al settore Educazione. Nessun grande scoop come il lancio di un nuovo prodotto, ma secondo me quanto più di rivoluzionario potrà esserci in un prossimo futuro.
Una rivoluzione nel modo di approcciarsi alla lettura, allo studio, alle lezioni, al prendere appunti, qualcosa che porterà lettori, professori e studenti a doversi rinnovare e forse ad una ventata nuova e un desiderio nuovo di affrontare le cose.
La rivoluzione dei libri digitali può dirsi iniziata con Amazon e il suo Kindle, oggetto molto sottovalutato, un lettore di libri digitali, che forse per la sua etichetta è stato sempre un pò relegato. Apple scende in campo su questo aspetto, e lo fa come al solito in modo deciso e rivoluzionario.
Inutile dire che il libro cartaceo ha il suo fascino, il poterlo sfogliare, guardare come evolve la lettura, le pagine che mancano alla fine, la raccolta nella libreria, certe copertine che ti aprono un mondo di ricordi, ma è pur vero, e non si può negarlo che i libri digitali sono: Portabili, duraturi, interattivi, offrono la possibilità di utilizzare la ricerca e grandi contenuti.
Il dibattito tra sentimentali e modernizzatori potrebbe non aver mai fine.
Cosi Apple rilascia iBooks 2, la nuova versione del suo lettore di libri, offrendo nuove funzionalità che a parer loro faranno scegliere verso questo nuovo strumento. Visioni di lettura diversificate, interazione diretta con i vocabolari, possibilitaà di vedere le immagini a schermo intero, interazione con le stesse (nel caso di visione di un apparato possibilità di vedere diverse funzionalità dello stesso). L’aggiunta delle study cars, dei veri e propri bigliettini di appunti da utilizzare dove si vuole e che potranno essere il sunto di un capitolo o di ciò che si vuole, superando così anche la barriera per coloro che erano abituati a prendere tanti appunti direttamente sul libro.
Ma Apple si è messa anche dal lato dello scrittore/editore, andando a creare un software per Mac, denominato iBooks author, che permetterà la stesura di libri di testo interattivi, con diversi template e possibilità di scrittura semplice e veloce. Possibilità di copia e incolla per foto e video, che verranno inseriti nel layout scelto in modo automatico senza dover ricorrere a particolari operazioni.
Negli USA già son partiti con i libri di testo per tutte le materie con dei costi che non superano i 15 dollari, e si può capire benissimo il risparmio che si può ottenere, ovviamente investendo su in iPad, con la possibilità che gli autori aggiornino la versione del libro quando vogliono e senza particolari problemi.
Già stipulati accordi con Paerson, Mcgraw Hil e Houghton Miffin Harcourt che renderanno disponibili per iBooks 2 il 90% di tutti i propri libri, una vera e propria discesa in campo.
Da domani quindi non più zaini con chili e chili di cultura, ma un iPad con dentro centinaia di libri.
Ma non è finita, hanno pensato anche ai Prof. Con iTunes U App si offre alla categoria una unica applicazione in grado di organizzare e pubblicare orari delle lezioni, dei ricevimenti, assegno, registrazione delle lezioni e diffusione in streaming, insomma veramente cose molto interessanti.
Spero che molte altre aziende seguano questa strada, cercando di realizzare prodotti che convergano, attraverso i quali sia possibile gestire tutte le attività che si desidera fare, e che soprattutto permettano una più facile condivisione e velocità di apprendimento.
Per chi volesse vedere per intero la presentazione, qui il link.
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Huffington Post in Italia
Sta per arrivare anche in Italia, con una sua redazione e un suo sito, parlo dell’Huffington Post.
Per chi non lo conoscesse è un sito nato come blog statunitense fondato nel 2005 da Arianna Huffington, e altre due persone, ed in breve tempo diventato uno dei siti più seguiti del mondo, è un aggregatore di notizie, e spazia dalla politica alla tecnologia, dall’attualità all’intrattenimento.
Arriverà grazie ad un accordo con L’Espresso e sono in corso le selezioni per la comporre la redazione italiana, la notizia è stata accompagnata da una nota della società:
L’Huffington Post Italia beneficerà delle competenze editoriali e della leadership del Gruppo Espresso nonché della formula di grande successo di The Huffington Post, che miscela cronaca, aggregazione di contenuti e strumenti di interazione all`avanguardia, oltre a una vivace ed evoluta piattaforma di blogging.
Parliamo di un vero e proprio gigante dell’informazione, che tutti temono, con i suoi 9 milioni di visitatori unici al mese e circa 20.000 bloggers, di cui molti volontari, e ad aprile dell’anno scorso c’e’ stata una citazione per il gruppo presso il tribunale di New York, perchè portati in causa da migliaia di questi blogger accusando di non essere mai stati retribuiti.
Le notizie sono veramente tante, e il gruppo editoriale Espresso, con Repubblica si accinge a divenire in Italia il più grande gruppo presente su Internet detentore di informazioni.
La fondatrice Arianna Huffington, 61 anni, ha venduto a marzo 2011 alla web company Aol per oltre 300 milioni di dollari il tutto, pochi spiccioli…
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Filebrowser un’App grandiosa
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Oggi vi parlo di un’App che ha risolto un annoso problema che mi assillava da tempo.

Ho un hard disk collegato all’Airport extreme che diffonde il segnale Wifi in tutta la casa. L’Airport come detto ha la possibilità di collegare un HD e quindi condividere il suo contento in rete, facendolo divenire una specie di NAS casalingo, senza quindi la necessità di avere un PC sempre acceso.
Su questo HD ci sono documenti, filmati, musica, fotografie, insomma funziona da vero e proprio archivio, cos’ da potervi accedere dal PC e dall’iMac e non dovendo stare sempre a sincronizzare o copiare file da una parte all’altra.
Il vero punto cruciale era poter condividere tutte questi dati anche su iPhone e iPad. In verità per foto e musica ci sono svariate App che permettono di accedere a dischi esterni e visionarne il contenuto e quindi eseguirlo, ma per i documenti ho avuto serie difficoltà a trovare la soluzione giusta.
Ho postato in vari forum, anche quello della Apple, ma solo un utente italiano è stato in grado di suggerirmi questa App della Stratospherix, donominata molto banalmente Filebrowser, che trovate qui.
L’applicazione permette di settare quante “macchine” si desidera, individuate da un IP o dal nome riconosciuto nella rete di appartenenza e navigare all’interno della risorsa come un vero e proprio file manager. L’applicazione non è gratuita, costa quasi 4 euro, e prima di acquistarla ho scritto al supporto di Stratospherix per essere certo che facesse al caso mio, e mi hanno risposto poco dopo con tanto di guida passo passo per configurare il tutto.
Fatto l’acquisto con pochissimi click sono riuscito a configurare il tutto e navigare all’interno di cartelle e files. Permette di aprire tutti i file che mi interessava aprire, pdf, doc, xls, ppt, file musicali, immagini, filmati, file zippati, html, e permette la visione sul dispositivo che la utilizza, facendo un vero e proprio streaming, e avendo anche la possibilità di “Airplayare” su eventuale TV.
Permette l’edit dei file, la cancellazione, e ha livelli di sicurezza di tutto rispetto. E’ anche possibile sfruttarla per connessioni extra wifi, quindi in 3G ma su questo devo smanettarci un pò, la configurazione dell’IP statico di Fastweb non è cosa semplice.
Il sito fornisce molte informazioni utilissime all’utilizzo dell’App, ed è veramente molti fruibile.
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Risorse Apple in Italia
Per chi non ha voglia di estenuanti ricerche, allego una serie di link a risorse per il mondo Apple rigorosamente in italiano. Molti di essi offrono anche una versione App.
C’e’ da dire che molti di questi siti non fanno che riportare le stesse notizie, a distanza di qualche ora, ma spesso ci sono approfondimenti e articoli di prova molto ben fatti e utili a chi si avvicina al mondo Apple o per chi vuole approfondire qualche aspetto.
Ovviamente l’ordine con cui li inserisco e’ personalissimo.
- http://www.ispazio.net/
- http://www.melablog.it/
- http://www.iphoneitalia.com/
- http://www.macitynet.it/
- http://www.theapplelounge.com/
- http://www.melamorsicata.it/mela/
- http://www.applecaffe.net/
Buona lettura
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